Lettera agli Stakeholder

"Sii il cambiamento che vuoi vedere
avvenire nel mondo"
MOHANDAS K. GANDHI

LA COMPLESSITÀ COME COSTANTE AMBIENTALE

Viviamo in tempi complessi, in cui eventi di portata globale (migrazioni, cambiamenti climatici, crisi dei mercati finanziari, terrorismo integralista) stanno alimentando un clima di profonda e perenne incertezza.
Fino a 15-20 anni fa eravamo abituati ad assegnare al termine “crisi” una pervasività limitata ad alcune aree geografiche o settori economici ed una gittata temporale circoscritta ad una manciata di anni.
Oggi “le crisi” sono la trama dell’habitat che caratterizza le nostre vite di cittadini, di madri e padri di famiglia, di manager.
L’incertezza è la costante con cui dobbiamo fare i conti in tutte le nostre decisioni quotidiane. Ed è un compagna di viaggio subdola, che a prova ad erodere la fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità, ad offuscare lo sguardo rivolto al lungo termine, a mettere il guinzaglio alla nostra intraprendenza.
A farci accontentare.
Di quello che siamo, del contesto in cui viviamo, di ciò che siamo riusciti sino ad ora a garantire alle prossime generazioni.
Perché le crisi - e l’incertezza che ne deriva - rischiano di diventare a poco a poco l’alibi del disimpegno, del “in queste condizioni non si poteva fare di più”, della fuga dalle responsabilità, dell’illusorio arroccamento a difesa del nostro sistema di vita, mentre tutto intorno a noi è in drammatica e profondissima trasformazione.

I VALORI, RIDUTTORI DI COMPLESSITÀ

Di fronte alla minaccia di un cambiamento che travolge tutti i parametri ai quali eravamo abituati a riferirci, è sempre più forte e frequente il richiamo ai valori etici, che rappresentano il precipitato della nostra cultura, della tradizione religiosa, dei sistemi sociali ed economici che hanno sin qui garantito il nostro benessere.
È soprattutto nelle fasi di elevata criticità, personale o sociale, che si cercano risposte nei Valori.
Perché i Valori sono dei riduttori di complessità.
Sono punti di ancoraggio fissi delle nostre scelte e dei nostri comportamenti che abbassano il livello di indeterminatezza che proiettiamo verso coloro che ci circondano.
Annunciare – sia come persone che come organizzazioni - di ispirarci a dei Valori significa volerci rendere più prevedibili.
Una prevedibilità che nulla ha a che vedere con la staticità o la coazione a ripetere, ma che invece rappresenta un fascio di luce che si irradia dentro la nebbia, a voler dire: “a prescindere dalle situazioni che ci troveremo ad affrontare, da me non dovrai mai aspettarti niente di diverso da ciò che mi mantiene coerente con questi principi”.
È una prevedibilità che serve quindi a ricostruire quei legami di fiducia fortemente messi alla prova in questi ultimi anni, a tutti i livelli, da comportamenti miopi ed auto-riferiti - assunti sia da decisori pubblici che privati come risposte alla crisi – e che hanno lasciato macerie dietro di loro.

ETICA CONTRO MORALISMI

Ancorarsi a dei Valori non vuol dire, quindi, irrigidire la propria visione del mondo. Questo è l’atteggiamento di chi ad un approccio etico – che di per sé accetta la sfida della complessità – sostituisce il moralismo, ai Valori preferisce dei clichè.
Il moralista esprime un pensiero indottrinato, che spesso prescinde dalla sua capacità di elaborazione critica e di libera scelta. Ha la risposta pronta e pre-confezionata a tutte le domande.
L’approccio etico è invece libero da imposizioni e cerca continuamente nuove risposte a temi complessi, tenendo conto dell’evoluzione della società.
Un’azienda etica è un’azienda che cerca le ragioni della propria sopravvivenza e del proprio sviluppo in un continuo e costante confronto con gli altri attori del proprio contesto, alla ricerca di quelle sinergie che consentono di generare un valore economico sostenibile nel tempo.
E' questa la strada che in SEA stiamo portando avanti, convinti del fatto che sia il percorso a determinare, più di ogni altra cosa, la bontà del risultato finale.

Luciano Carbone
Chief Corporate Officer Gruppo SEA